In particolare, in funzione delle nuova disciplina del commercio, siamo in grado di predisporre sia le varianti urbanistiche che i piani di settore o i regolamenti e le direttive previsti dalla legge, oltre che gli studi e i programmi direttori o di indirizzo non aventi direttamente valore prescrittivo).
A titolo puramente indicativo, e senza tenere conto della molteplicità di denominazioni che gli stessi tipi di strumentazione possono assumere nelle diverse realtà regionali, possiamo individuare a grandi linee i tipi di intervento possibili.
STUDI PRELIMINARI
La legge non fa obbligo di predisporre particolari studi o analisi a base della strumentazione programmatica deliberata, ma logica vuole che nessuna scelta urbanistica possa essere effettuata senza una adeguata base conoscitiva. In alcuni casi (regolamento della regione Lombardia) l’effettuazione di analisi accurate ed approfondite, da allegare alle varianti agli strumenti urbanistici, è posta come requisito obbligatorio per l’approvazione delle varianti stesse.
Sta al comune la scelte tra l’effettuazione di una analisi minima, essenzialmente un censimento delle attività esistenti e della loro distribuzione territoriale, o di uno studio approfondito che tenga conto anche degli aspetti socio-economici, delle abitudini dei consumatori, degli eventuali flussi turistici, ecc..
Le nostre prestazioni in merito possono includere: CENSIMENTO delle ATTIVITA’ COMMERCIALI e PARACOMMERCIALI, INDAGINI sulle ABITUDINI di ACQUISTO dei CONSUMATORI, ANALISI di MASSIMA o APPROFONDITA della STRUTTURA COMMERCIALE LOCALE e/o del TERRITORIO CIRCOSTANTE. Tali analisi possono essere svolte congiuntamente o separatamente.
STRUMENTI URBANISTICI GENERALI
Lo strumento di base di programmazione dovrà certamente essere lo strumento urbanistico. La regolamentazione può essere collocata in una variante di PRG nei nuovi Piani di Governo del Territorio, in un piano specifico di settore (Piano degli insediamenti Commerciali) e/o nei singoli piani di settore.
La scelta potrà dipendere dalle specifiche indicazioni delle regioni o da valutazioni di opportunità.
In generale, allo scopo di evitare il blocco delle attività imposto da molte Regioni per i comuni che non hanno adeguato gli strumenti urbanistici, sarà opportuno operare per gradi, effettuando subito una variante generale di massima (o di salvaguardia), possibilmente utilizzando gli strumenti di approvazione accelerata previsti da alcune regioni (es. legge 23/97 della Regione Lombardia), e poi impostando con più ponderazione uno strumento urbanistico di settore basato su di una adeguata fase conoscitiva. Uno dei grossi problemi è se, o meglio in che misura e in quali occasioni, il recepimento delle direttive urbanistiche della Regione Lombardia richiede una variante generale al Piano Regolatore, piuttosto che l’approvazione di piani di settore o di strumenti ancora più semplici (come potrebbero essere delle semplici delibere di interpretazione degli strumenti urbanistici vigenti), come auspicato nel documento della conferenza Stato Regioni.
I nostri servizi comprendono innanzitutto la VARIANTE AL PRG in recepimento delle direttive regionali. A seguito della nuova legge regionale sul governo del territorio, per il momento in Lombardia possono essere fatte solo varianti con procedura di sportello unico o con quella della LR 23/97, o Piani attuativi (PII o simili). E’ anche possibile limitarsi a fornire una consulenza per gli argomenti relativi al commercio da includere in una variante generale o nei nuovi Piani di Governo del Territorio previsti dalla Legge 12/05 della Regione Lombardia. In ogni caso, le nostre prestazioni non si limitano a prendere in considerazione gli argomenti “obbligatori” relativi al commecio fisso, ma tendono ad introdure norme relative anche ai pubblici esercizi ed alle cosidette attività paracommerciali.
STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI
Una volta provveduto a questo “minimo obbligatorio” si possono seguire diverse strategie di intervento. In generale, salvo laddove lo prescrivano specifiche norme regionali, non riteniamo opportuno ipotizzare una specie di piano di settore per il commercio, sul tipo dei PIP, ma si possono redigere degli specifici piani esecutivi, di iniziativa privata o pubblica, che posono variare dalle semplici LOTTIZZAZIONI COMMERCIALI, a più articolati strumenti quali PIANI PARTICOLAREGGIATI, PIANI DI RECUPERO o alle varie forme di PIANI INTEGRATI DI INTERVENTO, nelle varie alternative previste dalle singole regioni. Onde evitare i rischi inerenti ad una logica di intervento basata sul “caso per caso”, la strategia che suggeriamo è quella della redazione di un PROGRAMMA DIRETTORE per gli INTERVENTI sul COMMERCIO e i SETTORI di SERVIZIO AFFINI, in base al quale valutare le proposte degli operatori privati ed attivare i PII o strumenti simili. Si tratterebbe di un documento direttore, che non avrà di per se stesso valore giuridico prescrittivo, ma indicherà gli obbiettivi e le strategie per gli interventi dell’Amministrazione Comunale nel settore del Commercio e dei servizi affini, individuando gli strumenti operativi che potranno essere utilizzati e i ruoli di ciascuno di tali strumenti, nonché una scaletta di priorità e di tempi per tali interventi. Tale strumento, in Lombardia, potrebbe collocarsi nel cosiddetto “Documento di Piano” del PGT di cui alla LR 12/05.
Fra gli altri, dovranno essere individuati gli interventi nei seguenti settori:
- pianificazione urbanistica
- viabilità, traffico e parcheggi
- interventi di arredo urbano
- applicazione delle leve di intervento sui tributi locali e le tariffe
- riorganizzazione degli uffici comunali
- iniziative promozionali (dirette o integrate con i settori cultura ed altri)
- interventi economici diretti di incentivazione
- promozioni di sinergie con altri organismi (convenzioni bancarie, accordi con associazione di categorie)
- informazioni sulle disponibilità di altri canali di funzionamento (fondi V. E., camera di commercio, ecc.)
- interventi per la formazione professionale degli operatori
- interventi per l’educazione e l’informazione dei consumatori.
Lo strumento generale di pianificazione potrebbe prevedere una serie di diverse alternative per la collocazione di aree commerciali, da sottoporsi a strumenti di programmazione negoziata (PII, PRU, Accordi di Programma). La scelta di quali aree attivare potrebbe essere collegata alla disponibilità dell’operatore a realizzare alcuni tra gli interventi previsti del Piano dei Servizi di cui alla LR 12/05 o equivalenti di altre regioni.
I nostri servizi ovviamente includono sia la redazione dei Piani dei Servizi che l’effettuazione degli studi e ricerche preliminari necessari.
Laddove risulti veramente necessario e le direttive regionali lo prevedono, possiamo predisporre gli strumenti di REGOLAMENTAZIONE del COMMERCIO nel CENTRO STORICO.
DIRETTIVE PER LE MEDIE STRUTTURE
L’obbligo di emanazione di direttive per l’autorizzazione delle medie strutture di vendita è stabilito dall’Art. 8, comma 3 del decreto Bersani.
Il decreto non indica né quali debbano essere i contenuti delle direttive né quale sia l’organo competente ad emanarla, e neppure la forma (regolamento, ordinanza, delibera, ecc.). I contenuti possono comunque riguardare standard di qualità, dimensioni massime degli insediamenti a seconda delle zone urbanistiche, o possono stabilire ulteriori specificazioni per individuare quali, tra le aree che lo strumento urbanistico genericamente individua come idonee alla collocazione di medie strutture, possa essere concretamente utilizzata ed a quali condizioni (studi di impatto viabilistico, commerciale, trasportistico, ecc).
L’interpretazione del Minindustria è che il provvedimento sia da assumere con Delibera di Giunta, sentite le associazioni di categoria.
Nella maggior parte delle Regioni, la redazione di tali strumenti deve rispondere a specifiche normative regionali.
REGOLAMENTI PROCEDURALI
La legge stabilisce (salvo integrazioni regionali) un contenuto minimo, relativo alla definizione delle procedure di autorizzazione per le medie strutture e dei relativi termini di silenzio assenso.
La regolamentazione, per gli aspetti procedurali, può benissimo essere estesa agli esercizi di vicinato ed alle grandi strutture (per queste ultime, ovviamente, limitatamente alla fase di predisposizione della documentazione per la conferenza di servizi ed al rilascio dei documenti autorizzatori).
In tale regolamento quadro potrebbe anche trovare posto una suddivisione generale del territorio in zone, o bacini di servizio, da utilizzarsi anche per le altre attività soggette ad autorizzazioni amministrative comunali (pubblici esercizi, parrucchieri, licenze di P.S., edicole ecc.) .
Fra gli elementi fondamentali da inserire nel regolamento vi sono i tempi di formazione del silenzio-assenso, nel caso che si intenda stabilire limiti inferiori ai 90 giorni fissati dalla legge e la assegnazione delle competenze tra i vari uffici, decidendo in particolare: se e quali pratiche debbano essere trattate dallo sportello unico, come suddividere le competenze per le fasi di istruttoria e rilascio delle autorizzazioni, effettuazione della vigilanza ed emanazione delle sanzioni e decisione in merito alle opposizioni dei cittadini contro le sanzioni stesse, nell’ottica di separare il più possibile le responsabilità di gestione da quelle di sorveglianza e applicazione delle sanzioni.
REGOLAMENTAZIONE DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
I comuni dovranno adottare, nel rispetto delle indicazioni regionali, le delibere di Localizzazione dei mercati ambulanti e delle Fiere, ed i relativi Regolamenti per l’assegnazione dei posteggi ed il funzionamento. Alcune Regioni prevedono anche un regolamento procedurale per le autorizzazioni di commercio itinerante.
REGOLAMENTI VARI
Il quadro degli interventi di natura regolamentare include anche: CRITERI per i PUBBLICI ESERCIZI di SOMMINISTRAZIONE, PIANO o REGOLAMENTO per i DISTRIBUTORI di CARBURANTE, REGOLAMENTI per i TAXI, l’AUTONOLEGGIO, gli ACCONCIATORI, gli ESTETISTI, la POLIZIA AMMNISTRATIVA e lo SPORTELLO UNICO PER LE IMPRESE.
FORMAZIONE DEL PERSONALE
La nostra cooperativa organizza corsi a calendario (2 sessioni all’anno) ed eventualmente anche su richiesta presso i clienti sulle materie di commercio, urbanistica, polizia amministrativa ed affini. |