Piano di Governo del Territorio
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UNA PROPOSTA DA PRASSICOOP
Per consentire ai Comuni di avere un quadro sufficientemente chiaro del problema, e nel contempo a noi di avere una più accurata conoscenza delle esigenze dei comuni, abbiamo predisposto una piccola guida gratuita “Il PGT e le Attività Commerciali e assimilate – Indicazioni e Proposte”, che saremo lieti di inviare per posta elettronica, personalizzata in base alle caratteristiche del Comune, a tutti quelli che lo chiederanno compilando il modulo on-line disponibile cliccando qui a fianco.

PIANI DI GOVERNO DEL TERRITORIO E COMMERCIO:
A CHE PUNTO SIAMO ?

Con la L.R. n° 5 del 10 marzo  2009 la Regione Lombardia ha prorogato di un anno, al 31 marzo 2010, il termine di scadenza per l’approvazione dei Piani di Governo del Territorio, fissando altresì al 15 settembre 2009 il limite temporale per l’avvio del procedimento di approvazione.

Si deve constatare, nonostante l’indubbia accelerazione registrata negli ultimi mesi, che i Comuni sono fortemente in ritardo nella messa a punto dei PGT, per una serie di motivi sia tecnici che politici. L’obbligo di predisporre i piani con un sistema informativo territoriale (SIT) basato sulle più moderne tecniche di GIS (per cui i Piani per essere pubblicati sul BUR e divenire operativi debbono essere inviati in formato “shapes”), pur costituendo un salto di qualità assolutamente apprezzabile e condivisibile ha creato non poche difficoltà, per la mancanza di basi cartografiche adeguate e di operatori in grado di utilizzare queste moderne tecnologie.

A maggio 2009 circa 150 comuni lombardi hanno adottato il PGT, circa altrettanti sono giunti all’approvazione e grosso modo 600 hanno iniziato i lavori, e si trovano ora ad uno stadio più o meno avanzato del procedimento, e tra quelli che hanno iniziato a lavorare o almeno hanno conferito gli incarichi, quasi nessuno ha messo in previsione la complessa fase di studi preliminari che la legislazione regionale richiede per la redazione della componente commerciale del PGT.


Ci è capitato di essere chiamati da comuni che avevano quasi finito la stesura del PGT e che, ormai prossimi all’adozione, si erano accorti all’ultimo momento di essere “scoperti” sotto il profilo del commercio e richiedevano di redigere gli studi in poche settimane. Il problema a questo punto non era solo la ristrettezza dei tempi a fronte di un lavoro complesso ed elaborato, ma che le decisioni erano già state prese a prescindere da qualunque valutazione “scientifica” ed economica, e che gli studi sarebbero serviti solo come “foglie di fico” per fare risultare il piano conforme alle decisioni.

In realtà gli studi vengono richiesti dalla legge per orientare preventivamente le decisioni di piano, che oltretutto dovrebbero essere coerenti con le prescrizioni del programma triennale regionale per il commercio e con il PTCP della provincia, o almeno motivare convincentemente, sull’ottica della scala temporale più vasta del PGT rispetto alla programmazione triennale della regione, eventuali decisioni difformi.
Risulta poi evidente che, una volta effettuate le scelte, possibilmente sulla base dei risultati degli studi, occorre tradurle in norme cogenti e rispettose della legge e possibilmente “efficaci” per il raggiungimento degli obiettivi fissati, e non semplicemente in enunciazioni destinate a rimanere sulla carta come molte delle indicazioni dei vecchi PRG e/o piani commerciali.

La partita degli studi da effettuare è parecchio impegnativa, in quanto le indagini richieste dalla DGR VIII751913 del 17/11/2007 della Regione Lombardia sono:

CONTESTO TERRITORIALE LOCALE

- l’analisi della domanda commerciale comunale mediante appropriate indagini sulla popolazione residente e la popolazione fluttuante, quali turisti, pendolari e simili, sulla relativa composizione ( età, condizione socio - economica, composizione professionale e altro) e le relative valutazioni dell’incidenza della componente gravitazionale attratta o rivolta all’esterno del territorio comunale;

- l’analisi dell’offerta globale del settore commerciale ri-ferita alle categorie delle strutture di vendita previste dal Dlgs n. 114/1998, formulata esaminando la distribuzione nel territorio comunale degli esercizi commerciali, la loro funzionalità urbanistica, le tipologie localizzative;

- l’esame delle tendenze evolutive nella localizzazione degli esercizi commerciali e le valutazioni delle eventuali ricadute negative sull’offerta commerciale al dettaglio in funzione di assicurare un conveniente assetto urbanistico a tutte le diverse parti dell’organismo urbano;

- il confronto tra la domanda e l’offerta commerciale;

- le indagini sulle caratteristiche della viabilità urbana (in accordo con il Piano Urbano del Traffico), dei flussi origine/destinazione, con la verifica dei livelli di soddi-sfacimento della domanda di trasporto pubblico, in rela-zione alla tematica commerciale;

- la valutazione del fabbisogno di spazi per la sosta e per il carico e scarico delle merci, sia in rapporto alle medie e grandi strutture di vendita sia alle varie concentrazioni commerciali o ai distretti commerciali urbani.

Le suddette indagini sono riferite all’intero territorio comunale, eventualmente suddiviso in ambiti o settori urbani, secondo livelli di approfondimento correlati con la soglia demografica del Comune, le caratteristiche della rete distributiva locale, le dinamiche commerciali in atto.

CONTESTO TERRITORIALE SOVRACOMUNALE

Risulta necessario, in generale, sviluppare:

- l’indagine sulla rete viaria, sulle caratteristiche dei flussi di traffico (matrice origine - destinazione) e di attraversamento del contesto urbano, sull’accessibilità ai vari settori urbani che documenti le relazioni con le politiche di sviluppo commerciale da realizzare nel Comune, in particolare per quanto attiene l’incidenza sulla stessa rete dell’indotto derivante dagli insediamenti programmati;

- l’evidenziazione del livello di accessibilità derivante dai servizi pubblici di trasporto;

- la verifica della presenza e dei reciproci influssi di grandi strutture di vendita o di centri commerciali localizzati o previsti nelle aree di gravitazione degli insediamenti programmati, in caso di ipotesi di previsione di grandi strutture di vendita.

 

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