Programma pluriennale del commercio della Lombardia
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Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il 20 ottobre 2006, con deliberazione VIII/0205 il Programma Triennale di Sviluppo del Settore Commercio 2006/8, (PTSSC).

Con la legge n. 9 del 29/06/09, essendo venuta a mancare, a seguito delle norme nazionali (L.248/06), l’esigenza di fissare limiti qualitativi, la durata del programma è stata resa illimitata.

Il Programma, consultabile unitamente agli allegati sul sito Prassicoop, non ha avuto esecutività immediata, ed è divenuto operativo il 04/07/07 a seguito dell’approvazione  da parte della Giunta Regionale delle modalità applicative.
La grande novità è l’abolizione del meccanismo di obbiettivi numerici di superfici , e la sostituzione con un meccanismo di valutazione globale di impatto (socio-economico, viabilistico, ambientale, eccetera) con l’obbiettivo di consentire solo operazioni ad “impatto zero”.

Questo non implica una scelta di liberalizzazione assoluta, ma al contrario la presa d’atto che in Lombardia la grande distribuzione è pressoché arrivata ad un livello di saturazione, il che implica una specie di  “pregiudizio negativo” sulle nuove aperture e sul nuovo consumo di territorio, che potrà essere superato soltanto dimostrando “l’impatto zero”.

Il Programma per lo Sviluppo del Settore Commerciale prevede:

  1. lo scenario di sviluppo del sistema commerciale lombardo, ad orientamento dell’attività di programmazione degli enti locali;

  2. gli indirizzi per lo sviluppo delle diverse tipologie di vendita, indicando in particolare gli obiettivi (qualitativi e non quantitativi) di presenza e di sviluppo delle grandi strutture di vendita, anche con riferimento a differenti ambiti territoriali o urbani;

  3. i criteri generali per l’autorizzazione delle grandi strutture di vendita, in relazione alle diverse tipologie commerciali;

  4. le priorità per l’utilizzo delle risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale”;

  5. le indicazioni per la qualificazione e lo sviluppo del commercio all’ingrosso.

Il PTSSC è così articolato:

Introduzione

1. Lo scenario di sviluppo 2. Esiti ed efficacia applicativa del Programma Triennale (PTSSC) 2003-05 3. Obiettivi generali 4. Indirizzi per lo sviluppo e la qualificazione della rete commerciale . 5. Criteri generali per l’autorizzazione delle grandi strutture di vendita 6. Indirizzi per la regolamentazione del settore commerciale

La programmazione dello sviluppo della rete per il triennio 2006-2008 è focalizzata su interventi di:

  1. qualificazione dell’offerta commerciale per comparti degradati o in ritardo di sviluppo;

  2. riconversione di strutture commerciali esistenti con interventi di integrazione funzionale e di cooperazione con la rete del commercio locale;

  3. ristrutturazione e ammodernamento di aree commerciali con presenza di più insediamenti della grande e della media distribuzione che nel loro complesso determinano addensamenti commerciali non strutturati unitariamente e non integrati al contesto (parchi commerciali di fatto);

  4. qualificazione dell’offerta commerciale di tutti i formati di vendita con particolare attenzione alla loro integrazione nel contesto commerciale, territoriale e ambientale;

  5. localizzazione della media distribuzione in aree a forte densità abitativa all’interno di progetti di riqualificazione integrata degli spazi urbani e con funzione di locomotori dello sviluppo commerciale locale di vicinato.

Operativo dail 4 luglio 2007 IL PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO DEL SETTORE COMMERCIALE

Con l’approvazione da parte della Giunta Regionale il 04/07/2007, con delibera VIII/50511 delle “Modalità applicative del Programma Triennale per lo sviluppo del settore commerciale 2006 – 2008”, in Lombardia è diventato operativo il PTSSC, rimasto fino ad allora “in sonno”.

Parte un regime nuovo per le autorizzazioni di medie e grandi strutture, il cui criterio principale sarà quello del cosiddetto “impatto zero”. Si tratta di un concetto più simbolico che reale, perchè nulla, tanto meno un ipermercato o un centro commerciale, è realmente privo di impatto. Impatto zero significa che ogni nuova struttura che apre dovrà ridurre al minimo il proprio impatto (ambientale, viabilistico, socio-economico, ecc.) e compensare il resto con interventi “qualitativi” il cui effetto positivo dovrebbe risarcire la comunità degli effetti negativi. Mentre la mitigazione dell’impatto è tecnicamente misurabile l’equità delle compensazioni non è oggettivamente misurabile e quindi si richiedono valutazioni a priori di tipo convenzionale, in un certo senso “politiche”. Costruire un meccanismo di valutazione di questo tipo che garantisse anche un accettabile livello di trasparenza è stato tutt’altro che semplice ed ha richiesto delicate fasi di consultazione, il che ha motivato i tempi lunghi che ci sono voluti. Alla fine è stato messo a punto un complesso meccanismo di pesi e punteggi, certamente imperfetto e migliorabile, ma che almeno ha il pregio della trasparenza.

Il meccanismo, in linea di principio, è semplice. In base alle dimensioni ed alle caratteristiche, ad ogni intervento viene assegnato un punteggio, denominato “indicatore di impatto”. Tale indicatore deve essere totalmente o parzialmente compensato dagli indicatori di sostenibilità – suddivisi in socio – economica, territoriale- ambientale e di consenso dei soggetti interessati.

La domanda di autorizzazione deve essere corredata da un “rapporto di impatto”, i cui contenuti sono definiti dettagliatamente nella delibera di Giunta. Questo per le grandi strutture. Per le medie tocca ai Comuni stabilire i criteri, che debbono comunque tenere conto degli obbiettivi di settore fissati dal PTSSC.

La delibera di giunta è divisa in 3 parti. Le Modalità Attuative vere e proprie, le Indicazioni per la Redazione del Rapporto di Impatto per le Domande di Grandi Strutture e i Parametri per la Valutazione Integrata di Impatto e la Verifica delle Condizioni di Sostenibilità.

Le “Modalità Applicative” contengono una serie di indicazioni generali, recuperando anche una serie di temi che erano stati “dimenticati” nel passaggio tra il Regolamento 3 del 2000 e le norme attuative del Programma Triennale 2003/05.

Viene ribadito l’obbligo per i comuni di adeguare lo strumento urbanistico alle norme sul commercio, confermando che la generica destinazione terziaria o commerciale consente solo l’apertura di esercizi di vicinato, mentre per medie o grandi strutture e centri commerciali si richiede una destinazione specifica.

Per le scelte urbanistiche più specifiche si fa riferimento a due specifiche delibere regionali: le DCR VIII 351e 352 del 13 marzo 2007.

Una delle novità più interessanti riguarda i Centri Commerciali, inquadrati nella più vasta categoria delle “Grandi e Medie Strutture organizzate in forma unitaria”, articolata in varie tipologie, la cui  ammissibilità o meno deve essere specificatamente individuata in sede di strumento urbanistico.

Viene anche introdotta una norma per il riconoscimento e l’emanazione dell’autorizzazione unitaria per strutture autorizzata in base alla legge 426 del 1971 e che presentano le caratteristiche oggettive del centro commerciale.

Le modalità applicative individuano dettagliatamente le procedure per le conferenze di servizi, fissando procedure semplificate per le strutture fino a 5.000 mq. e le modificazioni delle strutture esistenti (per le quali sono previste alcune possibilità di trasferimento da un comune all’altro). Al contrario sono previste procedure più “pesanti” per gli esercizi oltre i 15.000 mq. di vendita, autorizzabili solo nell’ambito di strumenti di programmazione negoziata.

Il resto del provvedimento riguarda le modalità di valutazione dell’impatto e delle relative mitigazioni e compensazioni. È questa la parte più complessa ed innovativa del provvedimento, che difficilmente si presta ad essere sintetizzata. Tra previsioni più interessanti citiamo garanzie occupazionali, sostegno al marketing territoriale, ripartizione di oneri e tributi tra i comuni interessati dall’impatto, iniziative a favore delle fasce più deboli di consumatori, ecc.

Dopo un anno dall'approvazione del PTSSC, sono state accolte le richieste di alcuni comuni di assegnazione ad un diverso ambito territoriale.

La relativa delibera (DGR 8/5461 del 23/10/2007 "PTSSC 2006/08 Modifica della delimitazione degli ambiti territoriali") ha comportato la completa ripubblicazione del

Per rendere pienamente operative le disposizioni del PTSSC sono via via stati emanati successivi provvedimenti molto importanti:

DGR 8/5913 del 21/11/07 "Criteri urbanistici per l'attività di pianificazione e di gestione degli enti locali in materia commerciale (Art. 3 c.3 L.R. 14/99). Il provvedimento fornisce indicazioni per l'inserimento delle normative sul commercio nei Piani di Governo del Territorio, definendo gli studi preliminari da effettuare, i criteri localizzativi del commercio in funzione delle varie parti del tessuto urbano, le norme specifiche per la grande distribuzione. Fornisce altresì precisazioni sulla contestualità fra procedimenti autorizzativi urbanistici e commerciali, nonchè indicazioni sui negozi storici e sul commercio su aree pubbliche.

DGR 8/6024 del 5/12/2007 " Medie strutture di vendita: disposizioni attuattive al PTSSC 2006/08", modificata il 23/1/2008 con DGR 8/6494. La delibera fornisce indicazioni ai comuni per la formulazione dei criteri per le autorizzazioni per le medie strutture di vendita, in applicazione del Cap. 4, par 4.5 del PTSSC 2006/2008. Le indicazioni in analogia con quelle previste per le grandi strutture,mette al centro delle scelte una valutazione integrata dell'impatto e la verifica della loro compatibilità, pur lasciando ai comuni le scelte sulle modalità di valutazione. Viene chiaramente stabilito che i comuni che non hanno adeguato le proprie normative urbanistiche almeno al PTSSC 2003/05 non possono rilasciare autorizzazioni per medie strutture.

DECRETO DEL DIRETTORE GENERALE della D.G. COMMERCIO n° 970 del 7/2/2008 "Indicazioni relative ai criteri ed ai parametri di valutazione della compatibilità e della sostenibilità ai sensi della DGR VIII/5054". Si tratta del tassello conclusivo dei criteri localizzativi del Programma Triennale, che ha consentito agli operatori di incominciare a presentare le domande di autorizzazione. Il decreto ha definito infatti i punteggi da assegnare ad ognune delle voci di valutazione della compatibilità (Tabella 1) e della Sostenibilità (Tabella 2) delle Modalità Applicative del PTSSC, stabilendo anche i criteri di assegnazione dei punteggi stessi.

DECRETO DEL DIRETTORE GENERALE N° 15387 DEL 19/12/2008 “INDICAZIONI OPERATIVE RELATIVE ALLA VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILITA’ E DI ALTRI ASPETTI RIGUARDANTI LE DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE DELLE GRANDI STRUTTURE DI VENDITA DI CUI ALLE DD.GG.RR. N° 5054/2007 E N° 7182/2008”

Il provvedimento contiene innanzitutto le precisazioni in ordine alla compatibilità commerciale, cioè l’indicazione delle fonti (reperibili sul sito INTERNET della REGIONE o da chiedere espressamente alla Regione) dei dati e parametri statistici da utilizzare per i conteggi sulla compatibilità commerciale per la redazione del rapporto di impatto. Tali dati vengono periodicamente aggiornati su Internet senza richiedere espressi provvedimenti amministrativi.

Gli altri capitoli del provvedimento specificano le procedure e le modalità di calcolo (con le eventuali formule matematiche), nonché le modalità di individuazione degli indicatori di valutazione della sostenibilità e i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie che l’operatore dovrà mettere a disposizione in caso di insufficienza delle misure dirette di compensazione.

DGR VII/8905 del 27/1/09 “Modalità applicative del programma triennale per lo sviluppo del settore commerciale 2006/2008. Integrazione dell’Allegato A alla DGR VIII/5054 del 4/07/2007”

  1. Integra l’elenco delle merceologie che possono essere vendute congiuntamente all’ingrosso e al dettaglio negli stessi locali
  2. Prevede che, nel caso di vendita congiunta al dettaglio o all’ingrosso negli stessi locali, purchè limitata alle tipologie ammesse, la superficie di vendita sia convenzionalmente computata pari al 50% della SLP interessata. Nei PGT si potrà stabilire un fabbisogno di parcheggi ridotto rispetto al 200% della SLP richiesta dalla LR 14/99

LEGGE REGIONALE N°9 DEL 26/06/09Modifica a leggi regionali e altre disposizioni in materia di attività commerciali”.

Introduce la nozione di Distretti Commerciali come struttura permanente, estende a tempo indeterminato la validità dei Programmi Regionali di Sviluppo Commerciale, introduce modifiche alle leggi regionali sugli orari e sul commercio su aree pubbliche, liberalizza quasi completamente la vendita mediante apparecchi automatici.

 

30/09/2009

 

 


Legge Regionale 14/99 aggiornata

Criteri Urbanistici di Consiglio
Criteri per la valutazione Ambientale strategica del Piano
Modalità applicative  
Criteri Urbanistici di Giunta
Criteri Medie Strutture
Parametri di valutazione
Criteri Grandissime strutture
Indicazioni operative sulla valutazione della sostenibilità
Legge Regionale 9/09 aggiornata
DGR 8905/09