STRUMENTI OPERATIVI PER LA GESTIONE DELLA NORMATIVA SUI PUBBLICI ESERCIZI
Con la pubblicazione in data 2 febbraio 2010 del Testo Unico sul Commercio, Regione Lombardia ha abrogato la L.R. 30/03 e ha normato l’attività di Somministrazione di alimenti e bevande con il titolo II capo III della L.R. 6/2010.
I cambiamenti apportati dal T.U. sono piuttosto limitati, per due motivi:
il T.U. è di tipo compilativo, quindi con la stesura dello stesso non è stato possibile introdurre nuove norme o modificare le esistenti, e secondariamente tutte le disposizioni applicative ed attuative delle norme abrogate non vengono toccate dal T.U. pertanto in materia di somministrazione la norma attuativa rimane ancora la DGR VIII/6495 del 2008.
Novità di maggiore portata per la materia in oggetto sono state introdotte dal recepimento a livello nazionale della direttiva 2006/123/CE (c.d. Direttiva Bolkestein) avvenuto con il D.Lgs. 59/2010 .
Il Decreto di recepimento, benché norma nazionale, grazie al principio di cedevolezza, prevale sulle normative regionali che non sono ancora state adeguate alla direttiva europea, anche se le materie toccate sono di esclusiva competenza regionale (grazie alla riforma del Titolo V della Costituzione).
La Regione Lombardia con la Circolare 01.2010.0003847 ha chiarito come l’applicazione della Direttiva modifica le proprie norme anche nell’ambito della somministrazione di alimenti e bevande.
Per quanto riguarda l’attività di programmazione delle Amministrazioni Comunali, Il principio di fondo è che la “… programmazione può prevedere, sulla base di parametri oggettivi e indici di qualità del servizio, divieti o limitazioni all’apertura di nuove strutture limitatamente ai casi in cui ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo in particolare per il consumo di alcolici, e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale vivibilità. In ogni caso … sono vietati criteri legati alla verifica di natura economica e fondati sulla prova dell’esistenza di un bisogno economico o sulla prova di una domanda di mercato …”.
Anche se è detto con maggiore precisione, il concetto non si distacca molto da quanto era già stato introdotto da Bersani nel DL 4 luglio 2006 n°233, convertito in legge 4 agosto 2006 n°248 con i divieti di subordinare l’esercizio delle attività commerciali al rispetto di distanze minime obbligatorie o limiti riferiti al rispetto di quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello sub regionale.
Va quindi ancora una volta sfatato il falso concetto che la Pubblica Amministrazione avrebbe perso ogni facoltà decisionale o programmatoria in materia di attività di servizio. La novità (si fa per dire) è che la programmazione non va finalizzata a stabilire l’equilibrio tra domanda e offerta (oltretutto, chiunque ci ha provato ha ottenuto più disastri che risultati), ma a tutelare interessi di tipo generale (sicurezza, igiene, ambiente, quiete pubblica, prevenzione dell’alcolismo, tutela dei beni culturali, ecc).
Occorre quindi che i comuni individuino nuovi strumenti di programmazione basati sui criteri della Bolkestein, tenendo conto degli assunti fondamentali della nuova normativa:
- L’assoggettamento di un’attività ad autorizzazione preventiva è in linea di massima un’eccezione, da applicare solo nei casi in cui non sia sufficientemente “sicura” a tutela degli interessi generali l’attivazione di sistemi di controllo successivo sulle attività operanti;
- La programmazione deve “vietare” gli insediamenti solo come “ultima ratio”, nel caso in cui non si possano individuare meccanismi per rendere “innocuo” il nuovo insediamento rispetto agli interessi generali da tutelare, tramite meccanismi di abbattimento o compensazione degli impatti.
E’ un modo di programmare molto più complesso ed articolato rispetto a quelli a cui siamo abituati, anche perché è molto diverso dalle normali tecniche di ricerca di mercato elaborate dai privati, a cui le Pubbliche Amministrazioni hanno lungamente attinto, magari ribaltando gli obiettivi rispetto a quelli dei privati.
Prassicoop ha cercato di precorrere i tempi, mettendo a punto dei criteri innovativi per la localizzazione dei pubblici esercizi, slegati dalla valutazione degli aspetti economici e concorrenziali e basati su stime dell’impatto urbanistico (traffico, tipologie di esercizio, rumore, vivibilità, qualità dei servizi, ecc.).
A titolo di prima sperimentazione (e comunque prima della Bolkestein) questa metodologia è stata applicata nei comuni di Saronno, Lodi, Vimercate, Cornate d’Adda, ecc.
Cliccando sul LINK nel box a destra, se siete abbonati, potete visionare sia la proposta di Prassicoop per la stesura dei Criteri Autorizzativi coerenti con le indicazioni della Direttiva Bolkestein sia alcune schede di approfondimento relative all’applicazione della nuova normativa ed alle principali differenze con le vecchie norme,
LE NORME DEL T.U. - COSA E’ CAMBIATO
D.LGS 59/2010 DI RECEPIMENTO DELLA BOLKESTEIN, LE PRINCIPALI NOVITÀ A LIVELLO NAZIONALE ED IN LOMBARDIA
nonché una serie di strumenti operativi per facilitare l’avvio dell’applicazione della normativa sui pubblici esercizi della Lombardia.
RACCOLTA MODULISTICA – FILE ZIP CONTENENTE:
ISTANZE:
- MODPE1(3) domanda di autorizzazione per esercizi soggetti ai criteri comunali (.xls)
- MODPE2(3) comunicazione di variazione per esercizi soggetti ai criteri comunali (.xls)
- MODPE3(3) dichiarazione inizio attività ai sensi dell’ art. 19 della l. 241/90 – circoli privati aderenti ad associazioni riconosciutE (.word)
- MODPE4(3) comunicazione di cessazione dell’attivita’ all’interno di circoli privati o associazioni (.word)
- MODSUBPE3(3) comunicazione di subingresso in gestione – circoli privati aderenti ad associazioni riconosciute (.word)
- DIAP - MODELLO A dichiarazione di avvio /modifica attività (diap) per attività di somministrazione di alimenti e bevande extra criteri comunali. (.xls)
- DIAP - MODELLO B dichiarazione subingresso senza variazione dell’attività, delle strutture o macchinari né del ciclo produttivo /cessazione /sospensione e ripresa /cambiamento ragione sociale /cambiamento del possessore dei requisiti professionali. (.xls)
PROVVEDIMENTI – file word contenente:
- autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (soggette ai criteri comunali)
- AUTPE2(3) autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (volturazione d’ufficio)
- Autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (subingresso)
- DINATTPE1(3) comunicazione di avvenuta regolarizzazione della comunicazione di attivita’
- PREAVDINAUT(3) comunicazione di motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza
- DINAUT(3) comunicazione di diniego della autorizzazione all’attivita’
- PA1(3) presa d’atto di comunicazione con effettuazione di controlli ed esito positivo
- AVVPROC(3) comunicazione di avvio di procedimento
FAC SIMILE:
- circolare da inviare ai titolari di pubblico esercizio per richiedere la comunicazione della tipologia di attività svolta
- scheda di rilevazione dell’attività e delle superfici dei pubblici esercizi
- pro memoria sul numero di giochi installabili nei pubblici esercizi secondo il tipo di attività
- pro memoria sulle procedure e i criteri per la nomina delle commissioni per i pubblici esercizi
- ordinanza sindacale sui criteri di nomina e funzionamento delle commissioni (da sottoporre al parere delle associazioni)
- Indirizzi delle associazioni del consumatori
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